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  • La terapia soppressiva del TSH con Levo-Tiroxina è efficace nel ridurre il volume dei noduli tiroidei solitari | Endocrinologia
    Levo Tiroxina è efficace nel ridurre il volume dei noduli tiroidei solitari L efficacia della soppressione della secrezione del TSH tireotropina con Levo Tiroxina nel ridurre la crescita dei noduli tiroidei solitari è un tema controverso Uno studio multicentrico compiuto dal French Thyroid Research Group ha esaminato 123 pazienti con un singolo nodulo benigno palpabile Questi pazienti sono stati assegnati in modo random ad un trattamento di 18 mesi con Levo Tiroxina o placebo Il dosaggio è stato aggiustato per ogni singolo paziente in modo da mantenere i livelli di TSH al di sotto di 0 3 mIU L La dimensione media del nodulo alla palpazione ed il volume all ultrasonografia si sono ridotti nel gruppo trattato con Levo Tiroxina mentre risultano leggermente aumentati nel gruppo placebo dimensione 3 5 7 mm versus 0 5 6 mm P 0 006 volume 0 36 1 71 ml versus 0 62 3 67 ml P 0 01 La percentuale di riduzione del volume clinicamente rilevante uguale o superiore al 50 è stata del 26 6 nel gruppo trattato con Levo Tiroxina e del 16 9 nel gruppo placebo P 0 04 La percentuale dei pazienti con un ridotto numero di noduli infraclinici è risultata significativamente più alta nel gruppo Levo Tiroxina 9 4 versus 0 P 0 04 Dopo questo studio emerge che la terapia soppressiva del TSH con Levo Tiroxina è efficace nel ridurre il volume del nodulo tiroideo solitario Xagena2002 Wemeau JL et al J Clin Endocrinol Metab 2002 87 4928 4934 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari

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  • La supplementazione con Selenio nei pazienti con tiroidite autoimmune riduce i livelli degli anticorpi antiperossidasi | Endocrinologia
    del Dipartimento di Endocrinologia del Medizinische Klinik Innenstadt dell University of Munich Germania hanno compiuto uno studio controllato con placebo in cieco prospettico su 70 donne d età media 47 5 anni 0 7 anni con tiroidite autoimmune ed anticorpi antperossidasi TPOAb con valori superiori a 350 UI ml L end point primario dello studio era rappresentato da cambiamenti nelle concentrazioni di TPOAb mentre l end point secondario da cambiamenti nei livelli di TgAb TSH e nell ormone tiroideo libero I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi 36 pazienti hanno ricevuto 200 microg 2 53 micromol di selenio die per os per 3 mesi 34 pazienti hanno invece ricevuto placebo Tutti i pazienti sono stati trattati con terapia sostitutiva LT 4 per mantenere il TSH entro il normale range La concentrazione media di TPOAb si è ridotta in modo significativo al 63 6 p 0 013 nel gruppo selenio contro l 88 p 0 95 nel gruppo placebo Una sottoanalisi dei pazienti con TPOAb maggiore di 1 200 UI ml ha evidenziato una riduzione media del 40 nei pazienti trattati con il selenio rispetto ad un aumento del 10 nel TPOAb nel gruppo placebo Le concentrazioni di anticorpi antitireoglobulina TgAb sono risultate più basse nel gruppo placebo all inizio dello studio e si sono ridotte in modo significativo successivamente p 0 018 mentre sono rimaste immodificate nel gruppo selenio Nove pazienti trattati con selenio hanno normalizzato completamente le concentrazioni anticorpali rispetto a soli 2 pazienti con il placebo p 0 01 I livelli medi di TSH T4 libero e T3 libero sono rimasti immodificati in entrambi i gruppi Da questo studio emerge che la supplementazione con selenio può migliorare l attività antinfiammatoria nei pazienti con tiroidite autoimmune Non è noto se questo effetto sia specifico per la tiroidite autoimmune

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  • Resistenza delle cellule leucemiche alla 2-Clorodeossiadenosina | Endocrinologia
    ricerca mirata in Medicina Xapedia Indice analitico in Medicina FarmaPedia Banca dati sui Farmaci MedPedia Banca dati di Medicina MediLine Banca dati di news Headlines Search FarmaExplorer MediExplorer Video MedTv MedVideo Community Allergology Andrology Cardiology Dermatology Diabetology Diagnostics Endocrinology Gastroenterology Genemedicine Gynecology Hematology Hepatology Infectivology Metabolism Nephrology Neurology Oncology Ophthalmology Pediatrics Pharmacology Psychiatry Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Resistenza delle cellule leucemiche alla 2 Clorodeossiadenosina Il nucleoside purinico 2 Clorodeossiadenosina è impiegato come antileucemico La sua efficacia tuttavia è limitata dall insorgenza di resistenza cellulare Il fenomeno della resistenza è stato studiato all Institute for Environmental Medicine al Karolinska Institutet a Stoccolma Nelle linee cellulari resistenti sono state osservate riduzioni indotte dalla 2 Clorodeossiadenosina nel potenziale transmembranico mitocondriale e rilascio del citocromo c dai mitocondri Pertanto il meccanismo di resistenza alla 2 Clorodeossiadenosina può essere prodotto da cambiamenti di eventi mitocondriali sensibili agli ioni calcio Chandra J et al Blood 2002 99 655 663 Xagena2002 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell angioedema ereditario Trattamento dei coaguli ematici Xarelto raccomandato dal NICE Omega 3 non associati a beneficio nella prevenzione dell infarto miocardico e dell ictus nel post IMA Il rischio cardiovascolare dei farmaci antinfiammatori permane per molti anni nel post IMA Le statine associate a un aumento del rischio di diabete mellito nelle

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