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  • Alti livelli di tirotropina sembrano aumentare la sopravvivenza nelle persone molto anziane | Endocrinologia
    Headlines Search FarmaExplorer MediExplorer Video MedTv MedVideo Community Allergology Andrology Cardiology Dermatology Diabetology Diagnostics Endocrinology Gastroenterology Genemedicine Gynecology Hematology Hepatology Infectivology Metabolism Nephrology Neurology Oncology Ophthalmology Pediatrics Pharmacology Psychiatry Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Alti livelli di tirotropina sembrano aumentare la sopravvivenza nelle persone molto anziane Uno studio compiuto da Ricercatori del Leiden University Medical Center in Olanda ha valutato se i pazienti molto anziani con disturbi tiroidei subclinici necessitassero di terapia Un totale di 599 persone partecipanti al Leiden 85 Plus Study uno studio prospettico di popolazione sono stati seguiti per 3 7 anni in media E stata osservata una riduzione della mortalità del 23 per ciascun aumento di 2 71 mlUI L nei livelli di tirotropina mentre per ciascun aumento di 0 21 ng dL nei livelli di tiroxina libera si è avuto un aumento del 16 del rischio di mortalità I dati dello studio se confermati farebbero ipotizzare che la terapia con ormone tiroideo potrebbe avere un impatto non favorevole sulla mortalità nelle persone molto anziane con disfunzione tiroidea subclinica Xagena2004 Fonte JAMA 2004 Endo2004 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell angioedema ereditario Trattamento dei coaguli ematici Xarelto raccomandato dal NICE Omega 3 non associati a beneficio nella prevenzione dell infarto miocardico e dell ictus nel post IMA Il rischio

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/alti-livelli-di-tirotropina-sembrano-aumentare-la-sopravvivenza-nelle-persone-molto-anziane (2016-04-28)
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  • Ridotta qualità della vita nei pazienti con acromegalia nonostante il trattamento contro l’eccesso di ormone della crescita | Endocrinologia
    Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Ridotta qualità della vita nei pazienti con acromegalia nonostante il trattamento contro l eccesso di ormone della crescita E stata valutata la qualità della vita nel lungo periodo in 118 soggetti con acromegalia trattati con successo La maggior parte dei pazienti 92 era stata sottoposta a chirurgia transfenoidale seguita eventualmente da radioterapia o trattamento con Octreotide Tutti i pazienti erano in remissione al momento della valutazione GH 1 9 mug l IGF 1 normale per l età Per tutti i pazienti lo stato di salute è risultato ridotto rispetto ai controlli I pazienti acromegalici hanno presentato più bassi punteggi per quanto riguardava la fatica Multidimensional Fatigue Index l ansia e la depressione Hospital Anxiety and Depression Scale La radioterapia era associata ad una ridotta qualità della vita in tutte le sottoscale ad eccezione dell Hospital Anxiety and Depression Scale Il trattamento con un analogo della Somatostatina non era associata ad un miglioramento della qualità della vita Predittori indipendenti della qualità della vita sono risultati età durata della malattia e radioterapia Questo studio ha mostrato che i pazienti con acromegalia sottoposti a trattamento presentano una ridotta qualità della vita Xagena2004 Biermasz NR et al J Clin Endocrinol Metab 2004 89 5369 5376 Endo2004 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell

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  • Iperprolattinemia ed eventi stressanti | Endocrinologia
    news Headlines Search FarmaExplorer MediExplorer Video MedTv MedVideo Community Allergology Andrology Cardiology Dermatology Diabetology Diagnostics Endocrinology Gastroenterology Genemedicine Gynecology Hematology Hepatology Infectivology Metabolism Nephrology Neurology Oncology Ophthalmology Pediatrics Pharmacology Psychiatry Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Iperprolattinemia ed eventi stressanti Uno studio caso controllo coordinato da Ricercatori dell Università di Padova ha esaminato la relazione tra recenti eventi di vita e l insorgenza di iperprolattinemia E noto che stress psicologici acuti aumentano i livelli di prolattina nei soggetti sani Lo studio ha riguardato 52 pazienti giunti consecutivamente all osservazione con alti livelli plasmatici di prolattina Di questi 45 erano femmine di età media 34 9 anni range 18 60 anni I pazienti con iperprolattinemia hanno riferito di aver avuto più eventi stressanti rispetto ai controlli p 0 001 Non sono state osservate differenze tra pazienti con prolattinoma n 33 e con iperprolattinemia idiopatica n 19 Secondo gli Autori lo stress emotivo ha un potenziale ruolo sia nei tumori ipofisari secernenti prolattina che nell iperprolattinemia idiopatica Xagena2004 Sonino N et al Eur J Endocrinol 2004 151 61 65 Endo2004 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell angioedema ereditario Trattamento dei coaguli ematici Xarelto raccomandato dal NICE Omega 3 non associati a beneficio nella prevenzione dell infarto miocardico e dell ictus nel post IMA Il rischio cardiovascolare

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  • I cereali ad alto contenuto di fibre riducono la risposta all’insulina nei soggetti iperinsulinemici ma non in quelli normoinsulinemici | Endocrinologia
    di verificare se le differenze nelle risposte dipendessero dai livelli di insulina plasmatica a digiuno Hanno preso parte allo studio 77 uomini non diabetici I dati ottenuti da 42 uomini con un elevato livello plasmatico di insulina a digiuno superiore a 40picomol l sono stati confrontati con quelli ottenuti da 35 uomini con un livello plasmatico di insulina a digiuno normale inferiore o uguale e a 40picomol l Gli uomini iperinsulinemici presentavano una maggiore circonferenza vita ed un indice di massa corporea BMI più bassi livelli di colesterolo HDL ed una tendenza verso livelli più alti di trigliceridi rispetto ai controlli p 0 07 In tutti e 77 i soggetti esaminati l area sotto la curva AUC della risposta glicemica dopo assunzione di cereali ad alto contenuto in fibre è stata 11 8 5 5 p 0 036 inferiore rispetto a quella dopo assunzione di cereali a basso contenuto in fibre con riduzioni equivalenti nel gruppo degli iperinsulinemici 12 6 8 3 e dei controlli 10 9 9 1 Tuttavia l assunzione dei cereali ad alto contenuto di fibre hanno ridotto l aumento del picco di insulina solo nei soggetti iperinsulinemici 351 29 versus 485 55 picomol l ma non nei soggetti di controllo 211 20 versus 220 20 picomol l p 0 044 L AUC dell insulina dopo l assunzione di cereali ad alto contenuto in fibre è risultata negativamente correlata al livello di insulina plasmatica a digiuno p 0 009 ma non all età all indice di massa corporea o alla circonferenza vita Da questo studio emerge che i cereali ad alto contenuto di fibre sono in grado di ridurre la risposta glicemica nella stessa misura sia neg li uomini normoinsulinemici che negli uomini iperinsulinemici ma la risposta all insulina è risultata ridotta solo nei soggetti iperinsulinemici Xagena2004

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/i-cereali-ad-alto-contenuto-di-fibre-riducono-la-risposta-allinsulina-nei-soggetti-iperinsulinemici-ma-non-in-quelli-normoinsulinemici (2016-04-28)
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  • Sviluppo di insulino–resistenza ed obesità dopo iperespressione del glutatione-perossidasi | Endocrinologia
    OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Sviluppo di insulino resistenza ed obesità dopo iperespressione del glutatione perossidasi La resistenza all insulina è associata a stress ossidativo L obiettivo dello studio condotto presso la Cornell University è stato quello di verificare l impatto dell iperespressione del glutatione perossidasi 1 GPX1 una selenoproteina intracellulare che riduce il perossido d idrogeno H2O2 in vivo sul metabolismo del glucosio e sulle funzioni dell insulina L esperimento compiuto su modelli animali è consistito nel somministrare con la dieta selenio 0 4 mg kg a topi OE iperesprimenti GPX 1 e a topi WT Rispetto ai topi WT i topi OE hanno sviluppato iperglicemia iperinsulinemia ed elevati livelli di leptina Inoltre i topi OE avevano un peso maggiore ed erano più grassi Dopo 30 60 minuti dalla somministrazione di Insulina i topi OE presentavano una minore riduzione attorno al 25 della glicemia rispetto ai topi WT La resistenza all insulina era associata ad una riduzione del 30 70 nelle fosforilazioni indotte dall insulina del recettore dell insulina subunità beta nel fegato e della proteina Akt nel fegato e nei muscoli Questo studio ha dimostrato lo sviluppo di resistenza all insulina nei mammiferi con elevata espressione di un enzima antiossidante indicando che un aumento dell attività GPX1 può interferire con la funzione insulinica Xagena2004 McClung JP et al PNAS 2004 101 8852 8857 Endo2004 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/sviluppo-di-insulino-resistenza-ed-obesita-dopo-iperespressione-del-glutatione-perossidasi (2016-04-28)
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  • Raccomandazioni preliminari del NICE sulla prevenzione e trattamento dell’osteoporosi e sulla prevenzione delle fratture osteoporotiche nelle donne in postmenopausa | Endocrinologia
    Cerca News Farmaci Focus Raccomandazioni preliminari del NICE sulla prevenzione e trattamento dell osteoporosi e sulla prevenzione delle fratture osteoporotiche nelle donne in postmenopausa Il NICE National Institute for Clinical Excellence ha condotto una valutazione appraisal dei farmaci per la prevenzione e trattamento dell osteoporosi e per la prevenzione delle fratture osteoporotiche nelle donne in menopausa La valutazione ha riguardato i bifosfonati Alendronato Risedronato Etidronato i modulatori selettivi del recettore dell estrogeno SERM Raloxifene e l ormone paratiroideo Teriparatide L Appraisal Committee del NICE ha ridotto le raccomandazioni preliminari sull impiego dell Alendronato Risedronato ed Etidronato Raccomandazioni preliminari I bifosfonati Alendronato Etindronato Risedronato sono raccomandati come trattamento per la prevenzione delle fratture osteoporotiche nelle donne in postmenopausa di età uguale o superiore ai 65 anni con storia di fratture da fragilità I bifosfonati non sono raccomandati per il trattamento dell osteoporosi nelle donne in postmenopausa di ogni età che non hanno avuto una frattura da fragilità La Teriparatide è da impiegarsi solo nel trattamento dell osteoporosi nelle donne in postmenopausa di età uguale o superiore a 70 anni che hanno avuto fratture multiple da fragilità che hanno presentato un inadeguata risposta clinica ai bifosfonati e che sono ad alto rischio di fratture Prima di prescrivere i bifosfonati o la Teriparatide si dovrebbe accertare se i livelli di calcio e di vitamina D siano nella norma Il Raloxifene non è raccomandato nel trattamento dell osteoporosi nelle donne in postmenopausa Xagena2004 NICE Endo2004 Farma2004 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/raccomandazioni-preliminari-del-nice-sulla-prevenzione-e-trattamento-dellosteoporosi-e-sulla-prevenzione-delle-fratture-osteoporotiche-nelle-donne-in-postmenopausa (2016-04-28)
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  • Presentazione clinica e prognosi degli adenomi pituitari negli adolescenti | Endocrinologia
    e le conseguenze nel lungo periodo indotte negli adolescenti dall adenoma pituitario Lo studio ha riguardato 44 pazienti di cui 12 maschi e 32 femmine di 16 3 1 9 anni alla diagnosi Sulla base della storia clinica e della secrezione endocrina del tumore i pazienti sono stati sottoposti ad intervento chirurgico radioterapia e o a trattamento medico Il periodo di osservazione è stato in media di 55 mesi range 8 252 Macroadenomi pituitari o microadenomi sono stati trovati nel 61 e nel 39 dei casi rispettivamente Gli adenomi nel 68 secernevano la prolattina nel 7 l ormone della crescita GH nel 5 l ormone adrenocorticotropo ACTH e nel 20 erano non funzionanti Il sintomo maggiormente riscontrato all esordio nelle ragazze è stata l oligomenorrea 62 e la galattorrea 59 e la cefalea 58 nei ragazzi Lo sviluppo puberale è risultato ritardato nel 44 dei casi 12 27 con macroadenoma Alterazioni nella crescita sono state osservate nel 9 4 44 dei pazienti 3 con macroadenomi ed 1 con microadenomi L intervento chirurgico è risultato curativo nel 22 4 18 dei pazienti con macroadenomi pituitari e nel 44 4 9 dei pazienti con microadenomi Le terapie adiuvanti secondo intervento chirurgico e o radioterapia e o trattamento medico hanno permesso di curare la malattia nel 15 2 13 dei pazienti con macroadenoma ed hanno prodotto una normalizzazione persistente nel 31 4 13 dei pazienti con macroadenomi e nel 50 2 4 dei pazienti con microadenomi Il solo trattamento medico ha curato il 22 2 9 dei pazienti con macroadenomi secer nenti prolattina ed ha normalizzato i livelli di prolattina in altri 6 66 con macroprolattinoma e nel 28 2 7 dei pazienti con microprolattinoma Xagena2003 Cannavo S et al Clin Endocrinol 2003 58 519 527 Endo2003 Onco2003 Indietro Depressione maggiore rischio di

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/presentazione-clinica-e-prognosi-degli-adenomi-pituitari-negli-adolescenti (2016-04-28)
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  • Isolato il primo autoanticorpo monoclonale umano stimolante la tiroide. Le possibili ricadute per i pazienti con Malattia di Graves | Endocrinologia
    MediExplorer Video MedTv MedVideo Community Allergology Andrology Cardiology Dermatology Diabetology Diagnostics Endocrinology Gastroenterology Genemedicine Gynecology Hematology Hepatology Infectivology Metabolism Nephrology Neurology Oncology Ophthalmology Pediatrics Pharmacology Psychiatry Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Isolato il primo autoanticorpo monoclonale umano stimolante la tiroide Le possibili ricadute per i pazienti con Malattia di Graves Ricercatori inglesi hanno prodotto ed isolato per la prima volta dai linfociti di un paziente con malattia di Graves un autoanticorpo monoclonale dotato di una significativa attività stimolante la tiroide Finora infatti era stato possibile produrre solo autoanticorpi monoclonali animali L autoanticorpo umano si lega al recettore dell ormone stimolante la tiroide TSHR presentando un affinità molto elevata rendendolo attivo già a livelli di nanogrammi per ml Quali potrebbero essere le ricadute Per prima cosa sarà possibile realizzare un test specifico per la malattia di Graves inoltre si potrà meglio comprendere la patogenesi della malattia largamente diffusa tra la popolazione Da ultimo potranno essere realizzati nuovi farmaci per controllare l azione degli autoanticorpi e dell ipertiroidismo della malattia di Graves Xagena2003 Fonte Sanders J et al Lancet 2003 362 126 128 Endo2003 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell angioedema ereditario Trattamento dei coaguli ematici Xarelto raccomandato dal NICE Omega 3 non associati a beneficio nella prevenzione dell infarto miocardico e dell ictus nel

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