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  • L’assenza di una risposta insulinica acuta è un predittore dell’insorgenza di diabete di tipo 2 in una popolazione con alterata tolleranza al glucosio | Endocrinologia
    criteri standard per verificare il valore predittivo della ridotta secrezione insulinica e della resistenza insulinica nell insorgenza di diabete di tipo 2 in una popolazione caucasica con alterata tolleranza al glucosio Un gruppo di Ricercatori del Vrije Universiteit Medical Centerha a Amsterdam in Olanda hanno condotto uno studio clinico allo scopo di determinare il valore predittivo delle misure di secrezione insulinica e della resistenza insulinica derivate da clamp iperglicemico per lo sviluppo di diabete di tipo 2 in una popolazione caucasica con alterata tolleranza al glucosio Lo studio di popolazione Hoorn IGT era costituito da 101 pazienti con alterata tolleranza al glucosio di età inferiore ai 75 anni con un valore medio di glucosio plasmatico a 2 ore compreso tra 8 6 e 11 1 mmol l in due distinti test orali di tolleranza al glucosio OGTT È stato effettuato un clamp iperglicemico al basale per verificare la prima e la seconda fase di secrezione insulinica e la sensibilità insulinica Durante il periodo osservazionale l insorgenza di diabete di tipo 2 è stata valutata per mezzo dei livelli semestrali di glucosio a digiuno e test OGTT annuali L incidenza cumulativa di diabete di tipo 2 è stata del 34 7 L hazard ratio per lo sviluppo della patologia aggiustato per età sesso e indice di massa corporea BMI è stato di 5 74 per l assenza del primo picco insulinico di 1 58 per il più basso vs il più alto terzile di sensibilità insulinica e di 1 78 per il più basso vs il più alto terzile di disposizion index In conclusione nella popolazione caucasica con alterata tolleranza al glucosio l assenza del primo picco insulinico è risultata essere il più forte predittore dell insorgenza di diabete mellito di tipo 2 Xagena2008 Nijpels G et al J Clin Endocrinol

    Original URL path: http://www.endocrinologia.net/articolo/lassenza-di-una-risposta-insulinica-acuta-e-un-predittore-dellinsorgenza-di-diabete-di-tipo-2-in-una-popolazione-con-alterata-tolleranza-al-glucosio (2016-04-28)
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  • Funzione tiroidea nei bambini con ipertirotropinemia lieve allo screening neonatale per ipotiroidismo congenito | Endocrinologia
    neonatale di durata molto breve falsi positivi allo screening neonatale La funzione tiroidea e la morfologia sono state valutate in 44 bambini falsi positivi fino all età di 8 anni In questi bambini era già stata descritta un alta prevalenza 50 di ipotiroidismo subclinico nell infanzia 2 8 anni Su una media di 5 3 anni l ipotiroidismo subclinico si è mantenuto nel 43 2 dei bambini nello specifico i 2 3 di quelli che avevano mostrato aumentati valori di TSH ormone stimolante la tiroide nella prima infanzia L eutiroidismo era presente in tutti i casi che erano risultati eutiroidei nella prima infanzia anche se avevano mostrato valori di TSH e FT3 significativamente più elevati rispetto ai controlli con TSH normale alla nascita TSH 2 6 vs 1 5 mU L p Le alterazioni morfologiche della tiroide sono risultate frequenti nei bambini con ipotiroidismo subclinico Su una media di 8 anni l ipotiroidismo subclinico è persistito nel 31 8 dei bambini In tutti gli altri bambini il TSH e gli ormoni tiroidei sono rimasti nel range normale In conclusione questo studio prospettico longitudinale ha confermato che i neonati falsi positivi allo screening neonatale hanno un maggiore rischio di sviluppare ipotiroidismo subclinico persistente La prevalenza di ipotiroidismo diminuisce con l aumentare dell età ma rimane comunque alta oltre il 30 nelle ultime fasi dell infanzia Anche i bambini falsi positivi che mantengono una condizione di eutiroidismo nella tarda infanzia hanno un valore medio di TSH che pur all interno dei parametri di normalità è più alto che nei normali controlli un possibile marcatore di minori anormalità congenite della funzione tiroidea Xagena2008 Leonardi D et al J Clin Endocrinol Metab 2008 93 2679 2685 Endo2008 Pedia2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con

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  • Rischio di intolleranza al glucosio e diabete nei donatori sottoposti ad emipancreatectomia | Endocrinologia
    effettuata con l obiettivo di donare l organo è associata ad un rischio del 25 di sviluppare anormale tolleranza al glucosio oppure diabete nell anno successivo all intervento chirurgico Fin dal 1997 l Università of Minnesota a Minneapolis negli Stati Uniti ha impostato criteri per prevenire che i potenziali donatori con caratteristiche cliniche associate ad un aumentato rischio di diabete dal sottoporsi ad emipancreatectomia E stata compiuta un analisi della tolleranza al glucosio nei donatori emipancreatomizzati fin dall adozione dei nuovi criteri con l obiettivo di determinare se il rischio di sviluppare anormale tolleranza al glucosio si fosse ridotto al di sotto del 25 come precedentemente dimostrato E stato possibile rintracciare 15 dei 21 donatori sottopossti ad emipancreatectomia nel periodo compreso tra il 1997 ed il 2003 Due donatori avevano riportato l uso di antidiabetici orali e pertanto sono stati esclusi dall analisi Dei rimanenti 13 due avevano alterata glicemia a digiuno 100 125 mg dl uno presentava alterata tolleranza al glucosio livelli di glicemia 2 ore dopo un carico di glucosio 140 199 mg dl e tre presentavano entrambi i problemi Un donatore ha incontrato i criteri diagnostici per il diabete Sei donatori avevano invece normali valori di glicemia Pertanto nonostante l impiego di criteri di esclusione dei soggetti a rischio di sviluppare anormalità del metabolismo del glucosio il 43 dei soggetti sani sottoposti ad emipancreatectomia nel periodo 1997 2003 presentava alterati valori di glicemia a digiuno alterata tolleranza al glucosio o diabete nel corso del follow up Xagena2008 Kumar AF et al Diabetes Care 2008 31 1639 1643 Endo2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti

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  • Periodo postpartum e insorgenza della malattia di Graves: un fattore di rischio sovrastimato | Endocrinologia
    di rischio sovrastimato L aggravarsi delle malattie autoimmuni è comune durante il periodo postpartum Precedenti studi hanno dimostrato che fino al 45 delle donne che sviluppano malattia di Graves in età fertile hanno presentato insorgenza postpartum della malattia Il periodo post partum è stato identificato come il maggior fattore di rischio per l insorgenza della malattia di Graves Ricercatori della Fondazione Maugeri di Pavia hanno condotto uno studio clinico per valutare il ruolo del periodo postpartum come fattore di rischio per la malattia di Graves raccogliendo in modo retrospettivo i dati sulle storie riproduttive di 291 pazienti con malattia di Graves 165 in età fertile e 126 non in età fertile Il tasso di insorgenza della malattia di Graves in tutte le pazienti con almeno una gravidanza andata a buon fine è stato del 9 8 e del 20 0 quando sono state prese in considerazione solo le pazienti in età fertile Nell intera coorte di donne con malattia di Graves indipendentemente dall età e dalla parità numero di gravidanze andate a buon fine il tasso di insorgenza della malattia di Graves durante il periodo post partum è stato del 7 2 Il valore predittivo positivo del periodo post partum per l insorgenza della malattia di Graves è risultato inferiore al 10 In conclusione questi risultati non forniscono elementi a sostegno del ruolo del periodo post partum come maggiore fattore di rischio per la manifestazione de novo della malattia di Graves Xagena2008 Rotondi M et al Eur J Endocrinol 2008 Epub ahead of print Endo2008 Gyne2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di

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  • Germinoma: un raro tumore cerebrale che causa diabete insipido centrale nell’infanzia | Endocrinologia
    OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Germinoma un raro tumore cerebrale che causa diabete insipido centrale nell infanzia Il germinoma rappresenta il 7 8 dei tumori cerebrali in età pediatrica ed il 50 65 dei tumori cerebrali delle cellule germinali Generalmente il germinoma è una lesione definita della ghiandola pineale o della regione soprasellare che si presenta frequentemente nelle prime tre decadi di vita La presentazione clinica dipende dalla localizzazione del tumore Le lesioni pineali generalmente determinano i sintoni dovuti alla compressione delle strutture cerebrali causando la sindrome di Parinaud mentre le lesioni ipotalamiche sono spesso associate a diabete insipido ipopituitarismo e difetti visivi In assenza di questi classici segni e sintomi tuttavia la diagnosi di germinoma può risultare difficile Ricercatori dell Università del Piemonte Orientale a Novara hanno presentato il caso di un bambino di 8 anni ricoverato per poliuria e polidipsia Le valutazioni ormonali avevano dimostrato diabete insipido centrale con normale funzione della ghiandola pituitaria anteriore La risonanza magnetica per immagine MRI ha mostrato una mancanza della ghiandola pituitaria posteriore ed un parziale allargamento del peduncolo pituitario Il paziente è stato trattato con Desmopressina Minirin con un buon bilancio idroelettrico Durante il periodo osservazionale la funzione pituitaria è diventata insufficiente con bassa velocità di crescita Una seconda risonanza magnetica per immagini ha mostrato una lesione bifocale con apparenza disomogenea e cistica suggerendo la diagnosi di germinoma Xagena2008 Zanetta F et al Minerva Pediatr 2008 60 129 133 Endo2008 Onco2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i

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  • Il sistema della vasopressina: dall’antidiuresi alla psicofarmacologia | Endocrinologia
    Diabetology Diagnostics Endocrinology Gastroenterology Genemedicine Gynecology Hematology Hepatology Infectivology Metabolism Nephrology Neurology Oncology Ophthalmology Pediatrics Pharmacology Psychiatry Pulmonology Rheumatology Stemtherapy Urology Vaccines Virology Onco OncoHub OncoChirurgia OncoDermatologia OncoEmatologia OncoGastroenterologia OncoNefrologia OncoNeurologia OncoPneumologia OncoTerapia OncoUrologia UrologiaOncologica Cerca News Farmaci Focus Il sistema della vasopressina dall antidiuresi alla psicofarmacologia La vasopressina è un neuropeptide con multiple funzioni Oltre alla sua predominante azione antidiuretica dopo secrezione periferica dalla ghiandola pituitaria posteriore appare coivolta in altre funzioni cerebrali tra cui capacità cognitiva ed emozionalità Cambiamenti nell espressione della vasopressina e nel rilascio possono avere molteplici conseguenze Come mostrato sia in modelli animali che negli uomini il rilascio centrale di vasopressina può essere benefico per l adattamento fisiologico e comportamentale in situazioni di stress magari a scapito di una maggiore suscettibilità alla malattia La vosopressina se iperespressa e rilasciata può contribuire ad un aumento dello stato d ansia e a comportamenti simil depressivi Un deficit di vasopressina può invece causare segni di diabete insipido e stato di ridotta ansia L identificazione di polimorfismi genetici sottostanti a questi fenomeni non solo spiega singole variazioni nella memoria sociale e nell emotività ma anche aiuta a caratterizzare potenziali bersagli per interventi terapeutici Xagena2008 Frank E Landgraf R Eur J Pharmacol 2008 583 226 242 Endo2008 Psyche2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza Anticoagulanti i limiti del Warfarin Ketoprofene per uso topico e rischio di reazioni di fotosensibilizzazione Cinryze nel trattamento dell angioedema ereditario Trattamento dei coaguli ematici Xarelto raccomandato dal NICE Omega 3 non associati a beneficio

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  • Sindrome a bassa T3: adattamento fisiologico o ipotiroidismo centrale ? | Endocrinologia
    livelli di ormoni tiroidei circolanti è quella a bassa T3 in cui si assiste ad una riduzione dei livelli circolanti di T3 totale e libera Tale riduzione è da considerarsi nella maggioranza dei casi come una risposta di difesa dell organismo impegnato a difendersi dalla malattia di fondo verso i potenti effetti eccito metabolici della T3 stessa La causa della sindrome a bassa T3 è da ricercarsi nella ridotta conversione periferica della T4 in T3 per ridotta attività 5 desiodasica con conseguente aumento della reverse T3 I livelli della T4 totale e libera e del TSH sono quasi sempre nel range della norma e solo raramente appaiono ridotti Vari studi hanno documentato che il reperto di bassi livelli di T4 possono essere indice di una prognosi sfavorevole E comunque la sindrome a bassa T3 sempre e solo un sistema di difesa dell organismo Alcuni dati suggeriscono che in particolari situazioni cliniche essa possa indicare un vero e proprio ipotiroidismo centrale Infatti nei pazienti con sindrome a bassa T3 è documentata una ridotta espressione del TRH a livello ipotalamico con una conservata risposta al TRH test Inoltre citochine ed altri mediatori della risposta infiammatoria acuta IL 1 IL 6 IL 10 TNF alfa parrebbero indurre alterazioni a livello ipofisario e ipotalamico Il trattamento con T3 ha avuto un certo successo in pazienti sottoposti a bypass aorto coronarico nei neonati con grave crisi respiratoria e nei bambini con malformazioni congenite sottoposti a bypass cardio polmonare In conclusione pare giusto in accordo con un celebre editoriale di Leslie DeGroot evitare di essere troppo dogmatici nei confronti della sindrome a bassa T3 e considerare la possibilità che in un dato paziente possa esistere veramente un ipotiroidismo centrale che deve essere trattato adeguatamente Xagena2008 Beck Peccoz P Perrino M Ligand Assay 2008 Endo2008 Indietro Depressione

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  • NALP5 è un autoantigene coinvolto nell’ipoparatiroidismo della sindrome poliendocrina autoimmune | Endocrinologia
    News Farmaci Focus NALP5 è un autoantigene coinvolto nell ipoparatiroidismo della sindrome poliendocrina autoimmune La sindrome poliendocrina autoimmune di tipo 1 APS 1 è un disordine autoimmune multiorgano causato da mutazioni nel gene AIRE Sebbene studi recenti riguardanti la deficienza di AIRE abbiano iniziato a delucidare la patogenesi molecolare dell autoimmunità organo specifica nei pazienti con APS 1 l autoantigene responsabile dell ipoparatiroidismo non è stato ancora delucidato Ricercatori coordinati dall Uppsala University Hospital hanno eseguito l immunoscreening di librerie di cDNA della paratiroide umana utilizzando campioni plasmatici di pazienti affetti da sindrome poliendocrina autoimmune ed ipoparatiroidismo con l obiettivo di identificare i pazienti con reattività alla proteina NALP5 Successivamente i campioni plasmatici di 87 pazienti con sindrome poliendocrina autoimmune e 293 controlli comprendenti pazienti con altre malattie autoimmuni sono stati impiegati per determinare la frequenza e la specificità degli autoanticorpi contro NALP5 Gli autoanticorpi specifici per NALP5 sono stati individuati nel 49 dei pazienti con sindrome poliendocrina autoimmune ed ipoparatiroidismo ma erano assenti in tutti i pazienti con altri disordini endocrini autoimmuni ed in tutti i controlli sani La proteina NALP5 era espressa prevalentemente nel citoplasma delle cellule principali paratiroidee Lo studio ha mostrato che la proteina NALP5 appare essere un autoantigene tessuto specifico coinvolto nell ipoparatiroidismo nei pazienti con sindrome poliendocrina autoimmune Gli autoanticorpi contro NALP5 appaiono essere altamente specifici e possono avere un applicazione diagnostica Xagena2008 Alimohammadi M et al N Engl J Med 2008 358 1018 1028 Endo2008 Diagno2008 Indietro Depressione maggiore rischio di epatotossicità con Agomelatina Epatite C gravi reazioni cutanee dopo trattamento con Telaprevir PegInterferone alfa e Ribavirina Fibrillazione atriale non valvolare prevenzione dell ictus con Rivaroxaban Farmaci per la riduzione del peso corporeo gli effetti avversi a livello epatico di Orlistat sono molto rari Impiego estetico della Tossina botulinica importanti informazioni di sicurezza

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